ESORCISTI CONTRO AI: al convegno di Roma il problema non è il diavolo... #1575
A Roma, al convegno annuale degli esorcisti, l’allarme non riguarda storie pittoresche di possessioni: il tema centrale è ChatGPT. Sempre più persone portano in confessione dubbi nati da conversazioni con chatbot trattati come entità: consigli su divorzio, scelte familiari, perfino domande su paradiso e inferno. Quando l’IA risponde con formule liturgiche pescate dai testi religiosi, l’effetto “oracolo” si amplifica e qualcuno finisce per ritualizzare quelle risposte. Il punto non è il soprannaturale nella macchina, ma un bisogno antico: delegare il senso a un intermediario. Qui torna utile Max Weber e il suo “disincanto del mondo”: la razionalità tecnica svuota lo spazio del magico, ma gli esseri umani cercano comunque un “re-incanto” altrove. Nel 2026 quel varco si è spostato sullo smartphone: la macchina risponde sempre, velocemente, senza attese, e proprio questa disponibilità la rende credibile. La domanda scomoda è cosa stia davvero sostituendo l’IA. Più che il divino, sembra sostituire l’ascolto: la presenza paziente di un interlocutore umano. E quando la relazione viene rimpiazzata da una statistica ben confezionata, il rischio non è l’eresia: è la solitudine che si travest…
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