AI, COPYRIGHT E FAIR USE: lAmerica vuole davvero mettere il Copyright al macero? #1590
Negli Stati Uniti prende quota l'idea che l'AI possa addestrarsi su opere protette senza compensare autori ed editori: una lettura ''espansiva'' del fair use e, soprattutto, una scelta politica per rendere il mercato USA più competitivo rispetto a modelli meno vincolati (come quello cinese). In parallelo, il dibattito si accende tra pressioni delle big tech, orientamenti delle agenzie federali e l'ondata di contenziosi che coinvolge modelli generativi e contenuti testuali, musicali e editoriali. Con l'Avv. Lucia Maggi (socia di 42 Law Firm, specialista in diritto d'autore ed entertainment) proviamo a leggere la partita del copyright in epoca AI. Il confronto con l'Europa è netto: qui non esiste un ''fair use'' generale, ma un elenco di eccezioni e limitazioni, e il text and data mining è incardinato su requisiti come l'opt-out dei titolari e la conservazione dei dati solo per il tempo necessario allo scopo. Nel frattempo, casi come The New York Times v. OpenAI e Microsoft, e le azioni degli editori musicali contro Anthropic, mostrano quanto la questione del training set non sia teorica ma industriale: regurgitation, paywall, scraping e licenze diventano parole chiave. Infine, il pu…
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